giovedì, 19 giugno 2008

Giuro

che domani posto.
Promesso.

Son tre giorni che cerco modi, tempi e forze fisiche per farlo. Ma poi..puntualmente....m'addormo sul pc -.-'

Ma non temete.
Per voi mi sono comprata un super fèscion taccuino.
Per voi.
Solo per voi.

Mi dovete 3 euri, per questo.


Valerie

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Alle 23:33 volle parlare di: sonno, sapevatelo, bagni pubblici, attività ludiche, vita prociona, procionerie varie, giorni procioni, dentro la borsa un sacco di roba, crisi datinenza megmoticons®
mercoledì, 30 aprile 2008

OrsĂą Andiam: ProcionI on the road

Non ho ancora finito la valigia per cui sarò breve.
Nella sostanza il fatto è: porto tutto il resto della famiglia dei Procioni al pascolo.
Grandi distese di erbette fresche ci attendono.
La partenza è prevista per domani, e sia ieri che oggi son tornata a casa alle 18. Vi dovrà risultare facile capire il perchè non ho ancora messo quasi niente in valigia.
Comunque, si spera che durante il viaggio non ci si azzi l'uno con l'altra/o... -.-' (si sa mai, co sti viaggi di famiglia....)
E il fatto di dover alloggiare in un posto che sembra tanto (dal di dentro) l'Hoverlook Hotel non mi tranquillizza nemmeeeeeeeno una 'ntecchia (un po', ndT...ndP)

Eniuèi!
Io non ci sono, ma mi vi vedo.
Perciò, fate i bravi che io torno a sorpresa. E se vi becco a far casino.....aaaaah se vi becco!!!!


(Comunque sia baciucci abbraccini a tutti tuttissimi: inclusi Pisolino, le persone cui avevo detto che sta settimana ci si poteva vedere (son sorry, manco ho avuto il tempo di depilarmi le sopracciglia...) e tutte quella bella genta della ItaSA )


Valerie

mercoledì, 30 gennaio 2008

La voglio!!!!!

Borsa-Nutella by gilli

Chi me la regala? :D


Valerie

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Alle 11:57 volle parlare di: sogni, beauty, sapevatelo, urbi et orbi, shopping procione, dentro la borsa un sacco di roba, blonde inside, carrie bradshow ora pro nobis, valerie in the city megmoticons®
venerdì, 21 dicembre 2007

Caro Babbo Natale...

A casa mia c'è sempre stata questa cosa matriarcale.
Comandano le donne.
Mai chiedere aiuto ad un uomo, non saprà aiutarvi.
Angeli del focolare con tanto di palle. Quadrate.
Suffragette.
Femministe.

[Vi stavate domandando perchè son venuta su così? Non c'era mica bisogno di scomodare Sigmund..]

Luogo comune. Radicato nelle società "antiche". O di paese, un paese piccolo.
L'uomo è sempre via per lavoro. Tutto il giorno o anche per diversi mesi, dipende dal lavoro. Quindi la donna, deve saper fare un po' di tutto.

Mio padre lavorava sulle navi.
Faceva il pirata, pensavo io.
Capitano di Macchine, rispondeva mamma.
Comunque a volte stava via anche per un intero anno.
Però adesso che è in pensione sta sempre in casa. E si battibecca di continuo con mia madre.
E' lei che è insofferente. Qualsiasi cosa faccia mio padre le dà fastidio.
Anche se lui non sta facendo niente.
Non ci è abituata.

Femminismo.
Potere alle donne.

E' anche per questo potere alle donne che da piccola, a casa mia, Babbo Natale, non si portava proprio.
A casa mia i regli li portava la Befana.
Tutte le mie amichette delle elementari facevano la letterina a Babbo Natale e io non sapevo manco chi fosse.

Sarà per quello che a me lo spirito natalizio prende poco e niente.
Per me natale era solo il giorno dell'abbuffata :D
Probabilmente me ne accorgevo o a messa o all'ora di pranzo, che era arrivato Natale.
Adesso me ne accorgo dalla quantità di piatti che mi tocca lavare -_-

Mi ricordo che mia nonna e mia madre si mettevano a tavolino con me e mi facevano scrivere la letterina alla Befana.
E siccome le cose a casa mia vanno fatte per bene, la letterina si scriveva prima in brutta copia e poi in bella. Che mica vuoi fare brutta figura colla Befana? Metti che non capisce cosa c'è scritto..
E giusto per prendermi per il culo come meglio non si può, me la facevano anche imbucare quella letterina.
Co tanto di affrancatura.

Poi un anno mi ribellai.
"Pure io voglio fare come tutti gli altri bambini. Pure io voglio Babbo Natale!"

Sciopero della fame e delle buone maniere. Capricci a non finire. Precettarmi non servì.
E una notte Babbo Natale arrivò.

[il resto ve lo dico la prossima volta, che oggi son stanca e fin troppo raffreddata]


Valerie

giovedì, 13 dicembre 2007

In The Flesh

Io sono diversa.
Diversa dalla massa, diversa dai miei coetanei.
Mi viene difficile relazionarmi con le persone della mia età.
Ed è anche per questo che, soprattutto all'università, è difficile vedermi relazionare con qualcuno.
E credo sia anche per questo che fra le poche, pochissime persone con cui mi relaziono all'università, io abbia fatto "amicizia" con la più casinista, chiassosa e logorroica ragazza dell'aula.
Su circa 300 persone.
E' un tornado.
Lei parla, lei dice, lei fa.
Praticamente fa tutto lei.

Che ormai, se in aula, nel mistico silenzio vegetativo durante le lezioni di aziendale (dovuto non non al fatto che la lezione sia particolarmente interessante, ma a quanto sia interessante CHI tiene la lezione.
A questo proposito, volevo esternare qualcosa che mi ha lasciato di sasso. Alle prima file dell'aula -tutte donne, notare...- ho assistito a scene dal film porno. E non esagero. Nel limite dell'accettabile (???) sbottonarsi un po' la camicetta per mostrare la mercanzia, vah, ma da qui a mandare chiari ed espliciti messaggi sessuali ce ne passa *_* Ma quanto cazzo stanno infoiate le 19enni di oggi? O sono bigotta io? C'è da dire però, che certe volte, il già menzionato prostituto sembra quasi piu allibito di me o_O Comunque...) si sente un insistente "pssssst-psssssssssst" nessuno piu si gira a vedere chi è che pssssst-ta: sanno già che LEI sta chiamando me *_*

Io la seguo zitta e buona.
Interagisco passivamente.
che non ho troppa voglia di stringere nuove amicizie.
Intervengo a tratti.

Si. No. Qualche "vuoi fumare?".

Per carità, è una molto simpatica compagnia.
Però un po' troppo espansiva.
Potevi anche evitare di dirmi che sei stitica.
E se proprio ti scappava, non potevi aspettare che finissi di mangiare?
                        
   -_-


Anyway,io non è che faccio la signorina altezzosa, non ho la puzza sotto il naso, non mi atteggio a "so tutto io".
E' che proprio mi ci sento e vedo, differente.
Sarà che nella mia università son tutti figli di papà, o che magari sono io ad essere piu proletaria di loro, fatto sta che a me frega un cazzo di vestirmi Dolce e comprarmi una borsa con le mie iniziali (LV), anche pezzotta.

O magari è semplicemente che io non ascolto "musica per rintronati", non seguo l'Anna Tatangelo o l'Eros Ramazzotti del momento, non vado in discoteca (perchè se proprio mi devo sbattere e sudare come una cavia
per ricerche scientifiche sotto LSD , mi iscrivo in palestra, la zoccola, se mi va, posso farla altrove).

Mappoi, oh, che è colpa mia se loro non sanno chi siano Roger Waters, Steve Perry e Alan Parsons?

Cheppoi, non c'è niente da fare, son LORO che fanno la differenza e non io.
E alcuni di loro, se li metti insieme, sono un mix esplosivo.
E certi mix, certe volte, sembra che parlino a te.


Valerie

domenica, 02 dicembre 2007

Patologia della scrittura.

Quando ho una nuova penna fra le mani non so trattenermi: devo scrivere. 
Qualcosa.
Qualsiasi cosa.
Dovunque.
Foglietti, giornali, libri, quaderni.
Non so perché.
Non so se è per l’entusiasmo della novità, della cosa nuova.

Ma in genere non mi succede solo con le penne “nuove”, anche con una che adocchio in giro per casa. Magari sta lì, io ci scarabocchio qualcosa, mi piace. Ed è amore.

Io le penne le amo. Mi piacciono proprio tanto.
Alle medie le collezionavo. Ne possedevo una cinquantina. Forse di più.
La scuola era vicino ad una cartoleria e ci facevo una capatina almeno un paio di volte a settimana.
Una penna, una qualsiasi.
Tutt’ora, se avverto un “blocco emotivo” vado a comprarmi una penna. Non vi dico poco prima dell’inizio dei corsi all’università. Peggio che a scuola.
Faccio la spesa, proprio.

Mi piace avere una nuova penna fra le mani.
Mi fa venire voglia di scrivere, ed è liberatorio.
Questa che ho in mano adesso è una comunissima STEADLER nera. Di quelle sottili, gialle a righe nere. Era un po’ che non ne compravo una così.

Come scorre….

Il fatto che scorra bene, che sia morbida, che mi renda facile lo scrivere senza stancare troppo il polso è fondamentale.
Non voglio blocchi di forma ai miei pensieri.
Ed è anche per questo che non uso mai la stessa penna troppo a lungo.
Un po’ perché non voglio farla finire (ma credo che questo si leghi al fatto che sono un po’ avara con le mie cose. Tipo se mi sta per finire una cremina ne compro subito una nuova. Normale, direte voi. Io poi però inizio quella nuova e non finisco la vecchia. Finchè non mi ritrovo con due barattoli di crema  semi-vuoti. Credi ci sia qualcosa di patologico in questo. Qualcosa legata alla sindrome da abbandono? Mah..non mi pare…boh. Però una parentesi così lunga è patologica), un po’ perché mi piace cambiare.

Cambio spesso penna, scrittura.
Chissà perché. Dev’esserci qualcosa di patologico anche in questo.
Dev’esserci qualcosa di patologico anche nel fatto di collezionare le cose.
Prima le penne, poi le mutande.
Le mutande poi….
Qual è il processo mentale che ci spinge a desiderare una moltitudine di cose simili tra loro?
Pare che la “mania” di collezionare nasconda egoismo e solitudine
K oddio spero di no…
Per cominciare già so che mi manca una rotella..

1 a 0 per Freud.

Cheppoi.
Sono un po’ maniaco / compulsava colla scrittura.
E’ che non so stare senza far nulla.
Sono in chat. Nel frattempo scarabocchio.
Attendo che il prof si faccia vivo a lezione. Nel frattempo scarabocchio.
Parlo al telefono. Scarabocchio.
Fiorellini più che altro. E il mio nome seguito dal mio imponente cognome.

ValerieLL. Per esteso.

Paginette intere.
Mah.
Se proprio mi avanza molto tempo libero, prendo un quaderno e scrivo. Se ho fantasia un post per il blog. Gli hobby vanno coltivati.

Sennò giu di nome e cognome.


Immagine 02

Ecco adesso è l’una di notte, sono a letto con la mia penna nuova e cerco di capire se i venerdì che ho perso torneranno mai senza dover pagare uno bravo.
E non ho dovuto manco scervellarmi a pensarlo, ‘sto post.
E’ che non ho sonno. Ho preso la mia bella penna nuova, un quaderno e…via fuori tutta la pazzia.
Che ho scoperto che non mi piace unire il flusso dei pensieri alla tastiera del pc. Preferisco averli fra le mani i miei pensieri. Sembrano piu veri.
Ormai ho accumulato tanti di quei foglietti con appunti, frasi, pensierini che poi ho riversato in un post, che non sarebbe una poi così pessima idea se iniziassi a pensare di comprare un quadernetto apposito.
Solo che poi fra “quadernetto dei pensieri”, quadernetto “a sourcefoul of secrets” che periodicamente scambio con pisolino, agenda, quaderni e libri “universitari”, dovrei andare in giro con un trolley.

Ecco, ho appena scritto di getto, cercando anche di valutare se sono pazza o meno, tre pagine di quadernone. TRE.
E avevo genio di scrivere tutt’altro.
Dovrò comprare un quaderno bello spesso.
Magari poi, invece di farlo leggere a Pisolino, lo darò ad uno VERAMENTE bravo.
Io questa sera non riesco a smettere di scrivere.
Devo trovarmi un uomo. Decisamente. O un cane, fate voi.
Roba semplice, easy. I dottorini strafighi che innalzano l’ormone escludiamoli, per il momento. Che già sragiono di mio. 
Ho già sorpassato 3 punti in cui potevo interrompermi, senza risultare noiosamente prolissa.

Ma tanto chi mi legge….?

Ci son solo io che scrivo su un foglio bianco. E mi rivolgo a un non  bene specificato numero di lettori. Come se qualcuno potesse realmente leggere quello che scrivo.
Come se voi foste veri.
Lo siete?
Siete vivi?
Ci siete?
Datemene testimonianza.
Inizia a farmi male la mano.

E mi preoccupa la quantità di volte che ho usato la parola “patologico” in questo post.


 


Edit del 3 dicembre alla 12e37:
C'avrebbi anche il quaderno adatto.... u_u ed è pure piu bello di quello di Madame.... ^_-

Prociquaderno


Valerie

venerdì, 23 novembre 2007

Che non lo so.

Che non me ne rendo nemmeno conto, ma in meno di un mese ho perso 7 chili e mezzo. E la dieta che mi han prescritto è rigida. Quella che attuo io no. Una lingua o un cioccolattino ogni tanto non permetto a nessuno di togliermeli. ^_^

Che me ne dicono delle belle. Ma anche delle brutte. Piu delle belle, perchè ho smesso di frequentare chi me ne dice delle brutte.
Ma potrebbe anche essere che chi me ne dice di belle in verità ne pensi di brutte, eh. Non è sempre detto.

Che me ne dicono delle belle e non so perchè. E me ne dicono di belle e mi sorprendo a pensare "Che staranno mica parlando di me?".
Che non mi ci riconosco in quello che vedono. Perchè in fin dei conti non è che abbia fatto granchè per loro. L'amicizia non è esserci solo quando hai bisogno. O si?

Che dal vivo è vero, ma anche no. Anche da lontano è vero lo stesso.

Che mi mandi una mail e mi dici tante cose. Cose tue. E vuoi saperne delle mie. (e non è difficile saperle senza chiedermelo) Eppoi mi dici che mi vuoi bene e che vuoi essermi amica.
Va bene.
Ma sei stata zitta due mesi e mo mi mandi una mail?
Capito che l'amicizia non è solo esserci quando hai bisogno, ma cosi la fai troppo facile.

Che magari pretendo troppo dalle persone, però checcavolo un po' di rispetto anche per me!

Che mi son stancata di arrabbiarmi con gli altri. Ormai la maggior parte delle cose mi scivola addosso.
La mia risposta piu frequente è "Pazienza, son cose che capitano".
E mi sta anche bene.

Che son stanca di inseguire te, te e te. Correre non è il mio forte, col ginocchio che mi ritrovo. Mi son fermata e aspetto. Quando ti accorgi che non ti sto correndo dietro, mi raggiungi per favore? E già che ci sei, mi porti un succo a mela verde e un pacchetto di sigarette?
Grazie.

Che non sono competitiva, ma vado pian pianino per la mia strada.
Cosa sbagliatissima all'ennesima potenza, quando sei all'università.
Però me ne sbatto fin troppo esagertamente. Perchè io non studio "perchè devo" ma "perchè mi piace".
E me ne sono accorta da poco. Ma tanto, che fretta ho?

Che non faccio amicizia, io. Son gli altri che fanno amicizia con me, se vogliono. Che magari a vedermi sembro cattiva, ma mi disegnano cosi. :D

Che conosco esattamente le scritture in pd, ma se devo chiderle a LUI mi dimentico la domanda. -_-

Che sei bellobellobellobello in modo esagerto. Ma inizi a starmi un po' sulle palle. La abbassiamo quella cresta, cheddici?

Che c'è la fila delle questuanti fuori dal tuo ufficio. Una fila interminabile. E io devo farti due domande mongolidi. Una richiede un sì secco e l'altra un no. Finito. Grazie, Prof. Arrivederci, buon lavoro. Ma non posso mica far la fila di due ore per ste domande cretine? E la folla la tieni dalla fine della lezione e ti inseguono fino alla makkina, manco fossi Jude Law. Ma scelgo di non unirmi, che io dopo ho lezione. Altre lezioni. Che mica sei l'unico che sgobba qui, oh. E allora Prof me la sganci una mail che ti scrivo veloce veloce? Si certo, la mail del Vecchio. Bene, ora vuoi rispondere Kazzo?

Che solo perchè ti sei laureato l'anno scorso e adesso ti vesti come un manichino Luis Vuitton non sei meglio di me, eh.
Che ancora non mi sono laureata e mi vesto un po' come capita, ma perchè io mi alzo alle 5. 5e30 se ho culo e tu posticipi.

Che nessuno mai mi ha messo soggezione, a me. Che se ho da dire qualcosa la dico senza troppi fronzoli. Che sono sfrontata, il piu delle volte. Ma so anche stare al mio posto. Parlo quando ce n'è bisogno, vah.

Che non mi sento piu il battito e ho freddo. No ho caldo. No freddo.

Che magari è colpa della dieta? Troppe poche calorie? Calo di zuccheri?

Che magari è perchè ti ho chiesto qualcosa e tu mi guardi fisso negli occhi?
Mi mette soggezione chi mi guarda fisso negli occhi.

Che vabbè che ho chiesto attenzione ma non guardarmi fisso negli occhi, cheppoi io guardo i tuoi e...cazzarola mi son dimenticata la domanda -_-

Che mi guardi fisso negli occhi e non mi sento piu il battito e ho freddo. No ho caldo. No freddo.

Che non so che ho, oggi. Mi sento strana. Strana "in salute" perchè strana "nel resto" lo son sempre.

Che ho scoperto che non sei tu che mi hai inebetito, almeno oggi.

Che volevo comprarmi un mascara nuovo ma mi son ritrovata in farmacia per una crema viso.

Che volevo comprarmi una crema viso in farmacia e mi son ritrovata a farmi misurare la pressione perchè non mi sentivo il battito e avevo freddo, poi caldo, poi di nuovo freddo.

Che per quanto sei bellobellobellobello non eri tu, ma la pressione. Che era rimasta alle aule T.

Che a proposito di aule T sarei curiosa ma curiosa assai di sapere chi sei. Tu che mi leggi dall' "Università degli studi di Napoli Federico II". Che sarebbe simpatico se ti palesassi. Giuro che non mordo. Sembri simpatico/a. Almeno io sto simpatica a te. O no?

Che avrei da scrivere un miliardo di altre cose ancora. Ma sono in piedi dalle 5, e questo post sta diventando prolisso e stracciapalle.

Che non lo so se lo cotinuo o no. Magari un'altra volta.


Valerie