lunedì, 01 giugno 200919:19

Alive and kickin’

Niente, volevo solo dirvi che non sono morta.
Sono sempre qui (e forse ci sono rimasta solo io e lo zio cattivo che mi rimprovera >.<).
A breve torno. Promesso.
Sto solo aspettando che il technoslavefriend della Girlie faccia il suo mestiere di schiavetto in prestito.
Giurin giurella.

Ho anche scritto un paio di post, per voi.
Che al momento sono depositati nella cartella "Cose inutili & blog stuff" nella partizione D del mio Hard Disk.
Allungherei questo post per spiegarvi cosa sia una partizione. Ma a malapena mi è chiaro il concetto di "Hard Disk".
La parte Hard è ovviamente quella che mi è più chiara.

Ora smettetela di guardarmi storto e tornate pure a fare ciò che state facendo.

Quando sono pronta vi chiamo io.

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Quando pensò che fosse sensato parlare di: pensieri sparsi, avvisi, sapevatelo, procionerie varie, crisi d astinenza, ispirazione per pirla, news dalla prociona
mercoledì, 08 aprile 200900:21

Ti scrivo qui.

Ti scrivo qui anche se non mi leggerai mai, forse.
Lo faccio perchè non so dove altro farlo.
Lo faccio perchè mi manchi da morire e ho troppa, troppa voglia di tornare a parlarti.
E lo faccio perchè parlarti è impossibile. Ho tentato di tutto, ma dopo l'unico sms che mi hai scritto in cui mi preghi di non mettermi in contatto con te non so più cosa fare.
E' che vorrei sapere cosa diavolo è successo. Vorrei mettermi l'anima in pace.
Vorrei sapere se dovranno ancora passare mesi, anni, decenni.
Sono piena di persone, ma io è con te che voglio parlare. E' a te, che voglio raccontare cosa mi succede.
Perchè, davvero ne ho bisogno.
Qui è una baraonda, una cosa dopo un'altra. Succede di tutto,  ed è sempre più un macello. ^^
Ormai mancano 10 giorni al matrimonio di mia sorella e i preparivi fervono. Tantissimo ^^
Ti ricordi di quel colloquio che ho fatto a gennaio? Ieri mi hanno richiamata e oggi sono andata a parlarci. In realtà sono un po' confusa, è tutto molto strano. Non ho capito bene cosa dovrei fare, e non me l'hanno nemmeno detto ^^ Nemmeno m'han chiesto se sono iscritta al collocamento o cose così... neanche se e quanto mi pagano. Bah. Comunque inizio martedì.
Inizio martedì, e sono triste quando invece dovrei essere felice. Quando sono uscita di lì mi sono fatta un pianto lunghissimo. Ho pensato a quando avevo soltanto fatto il colloquio, e tu eri entusiasta nemmeno mi avessero assunta all'istante. Non la smettevi più di dirmi quanto eri fiero di me. Scommetto che adesso lo saresti di più.
Non voglio cambiare le cose nella mi vita, se non ci sei tu.
Perchè ho paura che col passare di giorni, tra casini vari e la "nuova routine" e le vagonate di sottotitoli che mi metto a tradurre per non pensare, potrei dimenticarmi.
Dimenticarmi di cercarti, dimenticarmi di chiedermi dove sei e se stai bene. Dimenticarmi di star male per te. Dimenticarmi di te.
Non so proprio più che fare, e non credo d'essermi mai sentita così a terra.
Ti prego, torna presto!


[grazie a tutte degli auguri, siete state molto carine... anche se non ho festeggiato molto ^^ ]
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Quando pensò che fosse sensato parlare di: buchi neri, pisolino
mercoledì, 25 marzo 200922:22

Niente.

A parte la mia enorme trsitezza. Niente.
Niente di niente.
E sono esattamente 34 giorni che non so più nulla di lui.
E io senza pisolino non mi trovo.
Non mi viene neanche.
Mi sento bloccata in questa situazione, non ho più la forza.
Anche l'università sta andando a farsi friggere, perchè pensare di passare sotto casa sua e non potergli domandare "Scendi per un caffè?", mi fa star male.
Manco ho più voglia di aggiornare il blog...

Che vorrei fare qualcosa, qualunque cosa... anche solo capire i perchè e i per come... E sapere se sta bene, ecco.
Non sapere di poter fare qualcosa è terribile.
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Quando pensò che fosse sensato parlare di: tristessa, paiura, pisolino, amici procioni, melanconia prociona
venerdì, 06 marzo 200915:23

Piovono Animali.

[Nu, ancora non so nulla di Pisolino. Ormai ho perso il conto dei giorni che è sparito…]

Ve l'ho detto che mi sono iscritta in palestra? ^^
Anche se non ve l'ho detto, beh sappiate che l'ho fatto. E che mi crea dipendenza.
No, sul serio. Se salto una lezione inizio ad avere come una crisi d'astinenza e sento dolori ovunque *_*
Non sono mai stata una ragazza "complessata". Nel senso, non mi fisso sul mio aspetto fisico. Non sono una silfide, e per la maggior parte del tempo vado fiera delle mie curve. Per il restante… beh, evito solo di guardarmi allo specchio troppo a lungo :D

Però.
Mi sono scelta un turno "medio". Uno non troppo frequentato da ragazzine pettinate emo style e magre a tal punto da non reggere mezz'ora di tapis roulant (chevvai a capire che ci vanno a fare in palestra). Ma solo perché a vederle mi monta la carogna :D

Il mio turno è frequentato da persone normali. Normalissime donne che, per una ragione o per l'altra, si ritrovano su un tapis roulant ad una velocità improponibile e con la simulazione di una salita inverosimile.

L'argomento del giorno di ieri… Anzi, la domanda del giorno di ieri era (ma non so come gli sia venuta in mente): come si chiamano quelli che fanno i graffiti sui muri e sui treni?

La domanda era venuta fuori dal turno precedente il mio, e nessuno sapeva la risposta (LOL, a proposito).
Arrivo in palestra spaccando il minuto, e mi viene posta la fatidica domanda.
Classica nonchalance procioniana: "Beh, è facile, sono i writers."

E mentre stavo per spiegare i perché e i per come, e il fatto che lo so per certo perché ero una writers anche io (ebbene sì), anche se non mi andava tanto di sgattaiolare di casa alle 3 di notte col freddo e col gelo (preferisco di gran lunga il calduccio del mio piumone), vengo interrotta da un

"No, ma si chiamano murales! I writers sono gli scrittori".

Opzione numero uno: incastrarle i capelli nel tapis roulant mentre le spigo che i murales sono i graffiti fatti sul muro, e non chi si munisce di bombolette e va in giro a rallegrare i treni. Questo prima che il suddetto tappeto rotolante inizi ad appiattirle la faccia.

Opzione numero due, molto meno sanguinolenta: spiego e mi faccio beffe di lei.

" I writers sono gli scrittori, ma si chiamano così anche quelli che in italiano vengono volgarmente definiti "graffitari". "

"Ma no, la traduzione è letterale. I writers sono solo gli scrittori."

Lascia che ti spieghi, pseudo Donna Moderna dei poveri, che se in inglese valesse sempre la traduzione letterale, in Inghilterra pioverebbero "veri" cani e "veri" gatti, quando è mal tempo. E suppongo che, se fosse davvero così, l'Inghilterra sarebbe molto meno popolata di com'è ora.

E' vero che c'è la crisi. Ma l'ignoranza non è mai giustificata. Nemmeno in tempo di guerra.

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Quando pensò che fosse sensato parlare di: sapevatelo, attività ludiche
giovedì, 26 febbraio 200912:46

Adesso e per quando tornerĂ  l'incanto.

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.

Se avessi saputo che era l'ultima volta che l'avrei sentito al telefono, ci sarei rimasta più a lungo.
Se avessi saputo che quell'abbraccio fosse stato l'ultimo, non mi sarei più staccata.

Sento tanto la sua mancanza, ed è come se mi mancasse un braccio. O una gamba. O non riuscissi a vedere da un occhio.

Pisolino è scomparso nel nulla. Almeno per me.
E' più di una settimana, che ormai non so che fine abbia fatto o cosa gli sia successo.

Per lo "strano" rapporto che ci lega (agli occhi degli altri) le informazioni che mi arrivano, quando arrivano, sono poche e di scarsa utilità.

Il telefono con il quale lavora è perennemente spento.
Quando ho chiamato a lavoro (fingendomi la segretaria di qualcuno) ho ottenuto solo un "è fuori città".

Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Ieri ho passato due ore sotto casa sua, nella speranza di trovare un viso amico (comune) che potesse dirmi qualcosa. Ho preso un caffè nel bar che lui frequenta sempre (o forse dovrei dire frequentava?) sperando di trovare qualcuno, di sentir parlare qualcuno, sperando chissà cosa.

Io spero solo che dovunque sia, qualunque cosa stia facendo, stia bene e sia al sicuro. Che torni presto, e che quando sarà… si ricordi che qui qualcuno è stato in pena per lui.
Perché non saprei come altro chiamarlo, lo stato in cui mi trovo. La pena, è la cosa che di più gli si avvicina.

Nessuno vuol dirmi dov'è. E io non so più a che Dio rivolgermi.


Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Io sono qui che aspetto, Pisolino.
E se non torni tu, giuro che ti vengo a cercare io.

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Quando pensò che fosse sensato parlare di: tristessa, paiura, pisolino